Vastu, l’Architettura come Mappa dei tuoi Punti di Svolta

L'atto di abitare, secondo l'antica saggezza indiana, non è mai neutrale. Il Vāstu Śāstra (Scienza dell'Abitare) è un sistema olistico che eleva l'architettura oltre la pura funzionalità edilizia, definendo la casa come un organismo vivo, in risonanza diretta con le leggi del cosmo e della natura. 

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Vastu Shastra e la Casa come Corpo Vivente

L’atto di abitare, secondo l’antica saggezza indiana, non è mai neutrale. Il Vāstu Śāstra (Scienza dell’Abitare) è un sistema olistico che eleva l’architettura oltre la pura funzionalità edilizia, definendo la casa come un organismo vivo, in risonanza diretta con le leggi del cosmo e della natura. 

Una casa infatti dovrebbe fare in modo di favorire il benessere psicofisico e le condizioni di vita di chi la abita, poiché entra in relazione profonda con il corpo e la psiche dell’individuo.

Il Vāstu Puruṣa Maṇḍala: La Geometria dell’Essere

Il principio fondante del Vastu è il Vāstu Puruṣa Maṇḍala, una griglia geometrica e numerica che trasforma lo spazio costruito in un riflesso dell’ordine universale. 

Questo schema non è una metafora, ma la forma manifesta del Vāstu Puruṣa, l’Essere Cosmico personificato, sul quale e in cui la casa o il tempio poggiano.

Secondo Stella Kramrisch, la cui opera ha chiarito la natura simbolica dell’architettura indiana, il tempio (e per estensione, la casa) è situato in questo Essere Cosmico, ne proviene, e ne è una manifestazione.

Il Maṇḍala inscrive nella dimora una complessa rete di principi, collegando ogni sua parte (il centro, gli angoli, gli assi) al corpo e all’essenza della vita (dharma, kama, artha, moksha).

La casa è quindi un corpo che respira e si nutre.

Se l’armonia cosmica non è rispettata, si manifesta un Vastu dosh (difetto Vastu) che non provoca solo disagio estetico, ma una disconnessione dall’ordine sottile, disturbando il flusso del Prāṇa (l’energia vitale).

Il Centro Sacro (Brahmasthāna): Il Cuore Silenzioso

Al centro esatto del Maṇḍala si trova il Brahmasthāna, il nucleo invisibile e vitale della dimora.

Non è una semplice porzione di vuoto, ma lo spazio in cui l’energia si raccoglie e si irradia, il cuore della casa che ne mantiene la forza e l’orientamento.

Se il Brahmasthāna è trascurato, frammentato o disattivato, lo spazio intero si perde, mantre la sua pulizia e l’uso di elementi naturali sono raccomandati per mantenere attivo il flusso di energia positiva.

L’ingresso stesso, pur essendo la bocca della casa, deve misurarsi in relazione a questo nucleo, perché non è sufficiente sapere da dove si entra, ma verso cosa si sta entrando.

L’Estetica della Giustezza

Il pensiero di Ananda Kentish Coomaraswamy, in dialogo con l’architettura sacra indiana, enfatizza il valore simbolico e spirituale della forma. 

Nel pensiero Vastu, l’autentica estetica (la bellezza) deriva da una “corrispondenza profonda tra la forma visibile e le leggi invisibili che la governano”.

Un elemento architettonico quindi non è solo ‘bello’, ma è giusto perché in equilibrio con la simmetria (ovviamente non semplicemente assiale) non solo del corpo della casa e le leggi cosmiche.

La Dimora come Luogo dell’Anima e Soglia Esistenziale

La profondità del Vastu trova risonanze potenti nella psicoanalisi e nella filosofia contemporanea, specialmente nell’analisi della casa non come rifugio, ma come luogo di strutturazione del Sé e di crisi trasformativa.

La Psicoanalisi del Limite e la Funzione del Confine

Il confine architettonico stabilito dal Vastu è lo specchio del limite psichico essenziale per la strutturazione dell’identità.

Lo stesso Jacques Lacan, attraverso l’uso della topologia (superfici, confini e nodi), ha descritto come il soggetto sia strutturato da limiti simbolici.

La soglia, tenendo insieme l’esterno e l’interno, incarna perfettamente questa tensione psichica. 

Se perciò l’architettura è troppo fluida (un Vastu dosh di eccessiva apertura), il confine psichico si indebolisce, portando a “dissonanza, allerta, disagio”.

Massimo Recalcati ci insegna che la Legge non è castrazione, ma un “sostegno” che rende possibile il desiderio attraverso, e non contro, “l’esperienza del limite”.

Il Vastu traduce questa legge etica in architettura: la soglia diventa quindi un “filtro”, un gesto di discernimento che stabilisce un confine necessario per custodire lo spazio interiore, permettendo al desiderio profondo del soggetto di trovare un terreno stabile per fiorire. 

La Scomparsa dei Riti

Il contrasto tra l’approccio Vastu e l’abitare moderno è acutamente evidenziato dalla critica di Byung-Chul Han. La modernità è caratterizzata dalla “scomparsa dei riti” e dalla coazione a produrre, che crea un vuoto simbolico.

I riti sono le “tecniche simboliche dell’accasamento” che stabilizzano l’esistenza nello spazio e nel tempo perciò, quando svaniscono, la soglia è cancellata e l’individuo sperimenta uno “scivolamento continuo” invece di un passaggio autentico.

L’assenza di resistenza e lentezza impedisce la trasformazione. Il Vastu e i suoi principi, quindi, offrono un recupero delle forme rituali che alleggeriscono l’individuo dal peso dell’auto-progettualità.

La Soglia nel Bhāgavata Purāṇa: Crisi e Trasformazione

Il Bhāgavata Purāṇa, testo centrale della devozione bhakti, illustra la soglia non come elemento architettonico, ma come crisi esistenziale e punto di svolta.

La vera dimora (Dimora eterna) è il regno spirituale (Vaikuntha o Goloka) e la casa terrena, se allineata al Vastu, diventa un luogo per la pratica del Dharma (destino individuale), un trampolino per il destino spirituale.

Le narrazioni del Purana offrono molti archetipi di attraversamento:

  • Dhruva: Respinto dal padre nel palazzo (la casa conosciuta), Dhruva varca la soglia del mondo familiare per addentrarsi nella foresta, cercando una dimora superiore. La sua soglia è l’uscita dal riconoscimento esteriore per l’ingresso nella verità interiore.
  • Parīkṣit: Riceve l’annuncio della morte (soglia temporale). Questa crisi non genera disperazione, ma l’abbandono del trono e l’ascolto totale del Bhāgavata Purāṇa.

Il Vāstu Śāstra e il gesto del varcare offrono una sādhanā (pratica spirituale) quotidiana: fermarsi un istante, lasciare la stanchezza e il “volto che indossavamo per gli altri” fuori, e rientrare con consapevolezza. 

Quando l’ingresso è vissuto come rito, compie la sua funzione alchemica di trasformazione del Sé.

La Grammatica dello Spazio: Direzioni e Varcare con Intenzione

Il Vastu definisce la casa come un sistema dinamico dove ogni direzione cardinale è abitata da una devatā (divinità spaziale) che incarna una qualità specifica. 

La posizione dell’ingresso (mukha, la bocca della casa) è un atto di orientamento che decide quale energia cosmica si invita a stabilire la relazione con lo spazio. 

Non è un dettaglio secondario, ma il “primo principio”, il luogo da cui entra il prāṇa.

Direzione VastuDevatā PrincipaleQualità EnergeticaImplicazione
Est (Purva)Indra (Ordine, Consapevolezza)Chiarezza, Salute, Volontà LuminosaVarcare è un atto chiaro, che invita al risveglio e alla coerenza
Nord (Uttara)Kubera (Ricchezza, Stabilità)Prosperità, Radicamento, Lucidità MentaleVarcare nutre le strutture della vita quotidiana, offrendo protezione e fiducia
Sud (Dakshina)Yama (Morte, Dharma)Forza Etica, Disciplina, Maturazione InterioreSoglia intensa che mette alla prova; se calibrata, genera conoscenza di sé e coraggio
Sud-Ovest (Nirṛti)Nirṛti (Disgregazione, Radicamento)Peso, Protezione, Chiusura dei CicliL’ingresso è problematico perché indebolisce la capacità della casa di trattenere

L’ingresso, sebbene sia solo un punto, è carico di risonanza, quindi collocare la porta in quadranti sfavorevoli può alterare il flusso sottile, turbando l’equilibrio tra ciò che si riceve e ciò che si è. 

La saggezza del Vastu chiede: quale flusso mi è affine?

L’Ingresso Esteso: Percezione, Corpo e Coscienza Spaziale

Oltre la porta: lo spazio dell’attesa e l’anticamera invisibile

L’esperienza dell’ingresso non inizia nel punto esatto in cui si apre la porta, ma prima, nel corpo, nell’intenzione e nello “spazio dell’attesa”. 

Questo spazio invisibile funge da anticamera e rallenta il passaggio, agendo come una preparazione silenziosa all’atto di entrare.

Esempi di questa architettura di transizione si trovano nel genkan giapponese, dove ci si ferma per togliersi le scarpe, e nell’haṣṭī persiano e islamico, uno spazio ottagonale dopo il portale che funziona da filtro e da pausa, conferendo gravità al varco.

La loro assenza porta a scivolare nello spazio senza entrare veramente.

Il varco come esperienza percettiva: il corpo sottile e il cambio di frequenza

Il corpo è il primo a percepire il passaggio, anticipando la mente. Il varco è segnato da alterazioni sottili nella tensione muscolare, nel ritmo interno o nella qualità dell’aria.

Nel pensiero Vastu, la soglia è concepita come un nodo energetico, una zona di transizione in cui le forze spaziali si condensano e si riorganizzano.

L’armonia spaziale, pertanto, agisce come una vibrazione che modula il “corpo sottile” dell’occupante, facilitando un riallineamento energetico e respiratorio.

La risonanza della forma e l’architettura sensoriale

L’esperienza architettonica va oltre la percezione visiva. Juhani Pallasmaa ha sostenuto che l’architettura è “sensoriale. È tattile, olfattiva, acustica ed è vissuta attraverso il corpo intero”.

L’eccessivo affidamento alla vista, il “senso che distanzia,” viene criticato, mentre l’ombra e l’ambiguità sono fondamentali per risvegliare l’immaginazione tattile e favorire l’intimità.

Le esperienze architettoniche che rimangono impresse fondono spazio e tempo in una dimensione singolare.

Poiché la dimora si integra con l’identità del sé attraverso la “memoria incarnata”, l’ingresso deve agire come un atto di “riconoscimento profondo”.

Soglie confuse o disordinate ostacolano questa integrazione, generando dissonanza.

Neuroarchitettura della soglia: l’impatto sul sistema limbico

Le neuroscienze ambientali e l’estetica sperimentale studiano empiricamente come il cervello e il sistema nervoso rispondano agli stimoli spaziali e come il design ambientale influenzi emozioni e stati mentali.

La ricerca indica che le soglie ben disegnate, chiare e armoniche, attivano reazioni di calma. Al contrario, soglie confuse, disordinate o aggressive generano “dissonanza, allerta, disagio”.

Neurobiologicamente, l’Amigdala, fulcro emotivo del cervello, registra le emozioni e innesca le risposte adattative allo stress.

Un ingresso dissonante o caotico può innescare inconsapevolmente questi circuiti di allerta, compromettendo la capacità dell’individuo di rilassarsi e di sentirsi accolto nell’ambiente domestico.

La Consulenza Vastu Personalizzata: Jyotish come Strumento del Destino

Sebbene il Vastu fornisca principi universali, il vero punto di svolta si manifesta solo nell’incontro tra questi principi e la coerenza individuale. 

Per allineare la casa con il “luogo dell’anima”, è essenziale integrare il Vastu con lo Jyotish (astrologia vedica).

Jyotish e Vastu: Sistemi Gemelli

Vastu e Jyotish sono sistemi gemelli del sapere vedico.

Se il Vastu è l’anatomia dello spazio cosmico, lo Jyotish è la mappa del percorso karmico (il tema natale).

L’armonia perfetta si ottiene quando lo spazio è accordato con la missione specifica dell’individuo.

Per personalizzare l’analisi Vastu, si integra la valutazione astrologica:

  1. La Quarta Casa (Bhāva): Governa la dimora, le radici, la felicità interiore e il veicolo. La sua forza nel tema natale vedico definisce la qualità dell’abitare.
  2. Il Reggente della Quarta Casa: La direzione d’ingresso particolarmente favorevole per l’individuo non si calcola solo sulle regole generali (Est/Nord), ma basandosi sul Reggente della Quarta Casa e sui pianeti congiunti.
  3. Attribuzione Planetaria alle Direzioni: La direzione associata al pianeta più forte (secondo le attribuzioni planetarie alle direzioni cardinali) indica l’allineamento spaziale che meglio supporta la traiettoria karmica e spirituale dell’individuo.

Ad esempio, un ingresso a Sud, tradizionalmente intenso, potrebbe rivelarsi benefico per un individuo il cui Dharma richiede l’attivazione dell’energia di Marte (pianeta associato al Sud).

L’integrazione Jyotish trasforma quindi la consulenza da un elenco di correzioni universali a un percorso mirato per rendere la casa il vero luogo dell’anima, adattandola alla singola missione e rendendola un autentico punto di svolta.

La Consulenza Vastu: Analisi per il Punto di Svolta

L’analisi Vastu/Jyotish è la prima fase per una consulenza profonda e per supportare scelte cruciali come l’acquisto di un immobile. L’obiettivo non è solo trovare i “difetti” ma comprendere il linguaggio della casa in relazione al potenziale dell’individuo.

La Consulenza Vastu si concentra sull’Analisi Generale dell’Abitazione per verificare che non ci siano difetti Vastu particolari, in relazione al Vastu generale e alla persona, fornendo le prime considerazioni su:

  1. Posizione dell’Ingresso (e suo Varcare): Analisi della posizione esatta della porta principale in relazione ai 32 padas del Vāstu Puruṣa Maṇḍala e della direzione personale, calcolata tramite lo Jyotish. L’ingresso è valutato come mukha (bocca della casa) da cui entra il prāṇa.
  2. Centro/i della Casa (Brahmasthāna): Verifica della salute del centro della casa come luogo di raccolta e irradiazione dell’energia.
  3. Funzioni in Relazione alle Direzioni: Verifica che le funzioni degli spazi (ad esempio, camera da letto, cucina, studio) siano allineate con le qualità energetiche (le devatā) delle direzioni cardinali corrispondenti.

Questa analisi fornisce una mappa dettagliata che permette di trasformare l’abitare da condizione passiva in pratica di coscienza, usando la forma della casa come uno strumento per realizzare il proprio Dharma.

Andrea (Ananda Kishor)
Om tat sat


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Ricevi la planimetria della tua casa con evidenziati il centro, la posizione esatta del tuo ingresso attuale secondo il Vastu e la direzione del tuo ingresso personale.


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Analisi generale dell’abitazione per verificare che non ci siano difetti Vastu particolari (posizione ingresso, centro/i della casa, funzioni in relazione alle direzioni), in relazione al Vastu generale e alla persona.

Questa analisi serve come prima fase per una consulenza di casa propria, o nel caso si debba scegliere se acquistare o meno un immobile e quindi poter fare le prime considerazioni.

Ricevi la planimetria della casa con evidenziati il Centro (o i Centri), la posizione esatta dell’Ingresso attuale (secondo il Vastu e la direzione personale), un’analisi delle Funzioni degli spazi in relazione alle direzioni.


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