Procrastinazione… ma esiste davvero un momento più adatto di questo?

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La procrastinazione, definita come il rimandare a domani, è un fenomeno comune che affligge molti di noi. Con radici profonde nel latino, questo termine evoca immagini di compiti procrastinati, obiettivi posticipati e promesse non mantenute.

Ma oltre al suo significato neutro, la procrastinazione si carica di un senso di colpa e rimprovero per la nostra inerzia nel prendere in mano le nostre responsabilità.”

Procrastiniamo l’organizzazione della nostra casa, l’inizio di un programma di miglioramento personale, l’inserimento di una buona abitudine, quel compito lavorativo che ci sta aspettando da tempo.

Il risultato? Ci ritroviamo in uno stato di inattività, incapaci di raggiungere i nostri obiettivi di miglioramento personale, in qualsiasi ambito siano.

Rinviare costantemente le nostre azioni può portare a stress, ansia e una sensazione di fallimento personale. Inoltre, il ciclo di procrastinazione può diventare sempre più difficile da interrompere, poiché ci abituiamo a rimandare e rinviare le nostre attività.

Ma perché tendiamo così spesso a procrastinare, soprattutto quando si tratta di miglioramento personale?

Le ragioni possono essere molteplici e complesse: mancanza di motivazione, paura del fallimento, scarsa autostima o l’incapacità di gestire il tempo sono solo alcune delle cause sottostanti alla procrastinazione.

Tuttavia, riconoscere e affrontare la procrastinazione è essenziale per il nostro sviluppo personale e il nostro benessere complessivo. Ecco alcuni aspetti chiave della procrastinazione:

  1. Ritardo: La procrastinazione comporta il ritardo nell’inizio o nell’esecuzione di un compito, anche quando sarebbe razionale o vantaggioso iniziarlo immediatamente.
  2. Evitare delle attività sgradevoli: tendiamo a procrastinare particolarmente le attività che percepiamo come noiose, stressanti o poco piacevoli, anche se sappiamo che sono necessarie.
  3. Differenza tra intenzione e azione: potremmo anche avere l’intenzione di completare un compito, ma l’azione viene costantemente rimandata.

Affrontare la procrastinazione richiede spesso una combinazione di strategie cognitive, comportamentali ed emotive.

Queste possono includere la pianificazione del tempo, la suddivisione dei compiti in attività più piccole e gestibili, la gestione dello stress e delle emozioni, l’aumento della motivazione attraverso la fissazione di obiettivi e ricompense, nonché lo sviluppo di abilità di autocontrollo e autoregolazione.

Nel mini-corso gratuito “La Vita è Gioco, attraverso la modificazione della visione della vita in generale, e il nostro ruolo in essa, con l’aggiunta di strategie, aiuto sia a individuare e cogliere quei Punti di Svolta che possono aiutare a creare grandi cambiamenti nella nostra vita, ma anche a passare efficacemente dall’idea all’azione concreta.

Infatti, per quanto riguarda il motivo per cui la procrastinazione è così diffusa e difficile da superare, ci sono diversi fattori da considerare. Eccone alcuni:

  1. Motivazione e Gratificazione Ritardata: La procrastinazione spesso deriva dalla tendenza umana a cercare gratificazione immediata piuttosto che investire tempo e sforzo in attività che potrebbero portare benefici a lungo termine. Le attività di miglioramento personale richiedono solitamente tempo e impegno prima di produrre risultati tangibili, il che può scoraggiare le persone e spingerle a procrastinare (vedi l’effetto volàno spiegato in La Vita è un Gioco).
  2. Paura del Fallimento o dell’Insuccesso: Molte persone procrastinano perché hanno paura di fallire o di non essere all’altezza delle aspettative. L’idea di affrontare un compito difficile o di non raggiungere gli obiettivi desiderati può essere scoraggiante, portando le persone a rimandare l’azione per evitare il rischio di fallimento.
  3. Mancanza di Struttura e Pianificazione: La procrastinazione può essere alimentata dalla mancanza di una struttura chiara e di una pianificazione efficace. Senza obiettivi chiari o un piano d’azione ben definito, possiamo sentirci sopraffatte e indecise su come procedere, portando al rimandare l’inizio di un compito o di un’attività.
  4. Abitudini e Condizionamento: La procrastinazione può diventare una abitudine radicata nel nostro comportamento, alimentata da modelli di pensiero negativi e da atteggiamenti poco salutari nei confronti del lavoro e dello sforzo in generale. Rompere queste abitudini richiede consapevolezza, impegno e un cambiamento graduale nel modo di affrontare le sfide e le responsabilità quotidiane.

La Bhagavad Gita indica due tipi di conoscenza, chiamati in sanscrito jnana e vijnana. Jnana è la comprensione teorica, filosofica. Mentre vijnana è la sua realizzazione, ossia una conoscenza sperimentata, compresa a fondo proprio perché vissuta sulla propria pelle.

La differenza è bene illustrata in un esempio raccontato da Radhanath Swami.

Immagina di essere ammalato e di aver bisogno di medicine. Vai da un medico per fartele prescrivere, le acquisti, le porti a casa ma le riponi sullo scaffale senza usarle. Dopo un po’ di tempo però ti lamenti con amici e parenti del tuo dottore che, nonostante tutte le medicine, non ti ha fatto guarire. È quello che succede tutte le volte che acquisiamo strumenti utili, ascoltiamo principi che aderiscono al nostro cuore, ma poi non li rendiamo azioni concrete, non li trasformiamo in realtà.

La verità, lampante e ovvia, è che fino a quando non prendi quelle medicine dallo scaffale, le metti in bocca e le ingerisci, avrai solo una comprensione teorica della loro efficacia e non la possibilità concreta di guarire.

Siamo sempre alla ricerca di informazioni che ci permettano di vivere più felicemente e di risolvere i vari aspetti della nostra vita. Tra questi a mio avviso c’è il nostro lavoro, il nostro modo di abitare lo spazio e la nostra interiorità.

Alla fine del libro, del corso, della chiacchierata, magari sentiamo di aver fatto chiarezza su ciò che vogliamo veramente, dove vogliamo andare e quali sono quelle leggi dominanti che dovremmo seguire.

Parliamo di concetti profondi, la nostra mente vola alta e ci sentiamo nel famoso flusso ma, finché quella convinzione non diventa concretezza, non vi è nessuna realizzazione, nessun cambiamento, nessun avanzamento e nessuna realtà.

Se anche tu farai lo stesso, tutto sarà rimasto nella tua mente e non avrà inciso minimamente sulla tua vita e su quella degli altri.

Parlare di principi profondi, di verità e di come rendere la nostra vita migliore non serve per intrattenere la mente ma per trasformare il nostro cuore e perciò per cambiare davvero la qualità della nostra vita.

Esaminiamo più dettagliatamente alcune delle cause psicologiche della procrastinazione e discutiamo di come affrontarle o superarle:

  1. Mancanza di Autostima:
    1. Cause: La mancanza di autostima può derivare da esperienze passate di fallimento o critiche ricevute da altre persone. Le persone con bassa autostima possono avere una percezione negativa di sé stesse e delle proprie capacità, portandole ad evitare compiti che mettono in discussione il loro valore personale.
    1. Come affrontarla: Affrontare la mancanza di autostima richiede un processo di auto-riflessione e auto-comprensione. Puoi lavorare per identificare le tue forze e abilità, così come i successi passati, per costruire una base solida di autostima. L’auto-compassione e il sostegno sociale possono anche svolgere un ruolo fondamentale nel migliorare l’autostima e la fiducia in se stessi.
  2. Paura del Fallimento:
    1. Cause: La paura del fallimento può essere alimentata da aspettative irrealistiche, pressioni esterne o esperienze passate di insuccesso. Le persone che temono il fallimento possono evitare di affrontare nuove sfide o compiti difficili per paura di non riuscire o di essere giudicate negativamente dagli altri.
    1. Come affrontarla: Affrontare la paura del fallimento richiede una riconsiderazione delle proprie convinzioni e delle aspettative. Puoi imparare a vedere il fallimento come un’opportunità di crescita e apprendimento anziché come una sconfitta personale. La pratica del pensiero positivo, la visualizzazione degli obiettivi e l’assunzione di rischi calcolati possono aiutare a ridurre la paura del fallimento e ad aumentare la fiducia nelle proprie capacità.
  3. Perfezionismo e Paura dell’Imperfezione:
    1. Cause: Il perfezionismo può portare alla procrastinazione poiché le persone cercano di evitare di affrontare un compito finché non si sentono sicure di poterlo eseguire perfettamente. La paura di non essere in grado di soddisfare gli standard elevati che si sono imposti può bloccare le persone e impedire loro di iniziare o completare un compito.
    1. Come affrontarla: Affrontare il perfezionismo richiede una revisione delle aspettative e l’accettazione dell’imperfezione come parte del processo di apprendimento e crescita. Puoi imparare a concentrarti sull’impegno e sul progresso piuttosto che sul risultato finale perfetto. La pratica del perdono verso se stessi e la celebrare dei successi anche piccoli possono aiutare a ridurre la paura dell’imperfezione e a promuovere una maggiore tolleranza al fallimento.

Affrontare le cause psicologiche della procrastinazione richiede una combinazione di auto-riflessione, auto-comprensione e cambiamenti nel modo di pensare e comportarsi. Superare la mancanza di autostima, la paura del fallimento e il perfezionismo può richiedere tempo e sforzo, ma è fondamentale per superare la tendenza a rimandare e perseguire attivamente gli obiettivi di miglioramento personale.

Solo agendo possiamo intaccare la realtà che ci circonda ed è con l’azione che possiamo man mano purificarci e migliorare, magari sbagliando, riprovando, ritentando, senza perdere l’entusiasmo e la pazienza, elementi indispensabili in qualsiasi campo tu voglia eccellere.

Se rimaniamo nell’ambito mentale e nell’identificazione esterna, ad ogni nostra azione corrisponde una reazione, proprio perché ad ogni stimolo noi reagiamo anziché agire.

Reagire significa rispondere in modo automatico a ciò che ci presenta la vita e, come in un meccanismo perfetto, ad ogni nostra reazione corrisponderà una nuova risposta del sistema di esatta potenza e di segno contrario.

Forse arriverà con tempi e modalità diverse dalle nostre aspettative, ma sicuramente ad un certo momento ne accuseremo il colpo. Questo è quello che chiamiamo destino, ma in realtà, consciamente o no, siamo noi ad averlo generato con le nostre scelte.

Anche qui un classico esempio ci può dare un aiuto nel comprendere il concetto.

Se all’aeroporto prendo un volo per Londra e poi durante il volo dico “No, non voglio andare a Londra”, cosa mi dirà il personale di bordo? “Ora devi andarci perché sei salito su questo aereo e poi, una volta atterrato, potrai scegliere una nuova destinazione”.

Quindi, solo agendo con intelligenza, discernimento e lungimiranza, e non reagendo meccanicamente, possiamo vivere nella libertà, creatività e novità. La Bhagavad Gita dichiara che la via dell’azione è intricata e profonda[1] e che siamo noi a costruirci il nostro destino, scelta dopo scelta.

È inevitabile incontrare ostacoli nella propria vita, soprattutto quando abbiamo deciso di prendere le redini e di non lasciarle a chicchessia, ma gli ostacoli più grandi sono rappresentati dalla nostra inerzia, pigrizia e distrazione.

Per creare qualcosa di nuovo, per muoverci con passo diverso nel mondo, per stabilire i nostri passi sulla roccia e non farci risucchiare nella palude, abbiamo bisogno di lasciarci alle spalle le abitudini sfavorevoli e fare il possibile per cambiare il nostro modo di agire.

Spesso, anche se lo vorremmo, siamo incapaci di abbandonare abitudini e routine che soffocano il nostro progresso e non abbiamo l’autodisciplina di fare un passo avanti e crearne di nuove, più salutari e vitali.

La forza delle tendenze passate, che vanno nella direzione opposta al nostro progresso, ci trascina lontano dai nostri reali obiettivi. La mente ci porta inevitabilmente verso i nostri vecchi schemi, risucchia la nostra attenzione, tocca vecchie ferite e vecchi fallimenti.

Patanjali[2] le definisce vritti e il loro significato è “vortice”, “attività circolare senza inizio né fine”, “modificazioni dello stato di quiete e vigilanza della mente”.

Sono le correnti di pensieri che attraversano la mente in modo incessante ed inconsapevole e che ne impediscono il vero utilizzo, cioè un mezzo di realizzazione.

Le vritti determinano la frenetica attività della mente e il suo uso improprio: i risultati tangibili sono l’agitazione, la frustrazione, la delusione e il continuo dolore, intervallato da pochi momenti di speranza.

Ma Krishna nella Bhagavad Gita (2.59)[3] dà ad Arjuna una formula per vincere l’inerzia: trovare un gusto superiore.

L’inerzia è alimentata dalla pigrizia, che tende a farci restare immobili di fronte al giusto richiamo al cambiamento.

Trovando la giusta motivazione al tuo agire (il tuo perché), riuscirai a connettere tra loro le tue attività e le tue aspirazioni spirituali.

Concentrarsi sulle cose mondane senza riuscire a metterci veramente il cuore, non appaga da nessun punto di vista proprio perché significa agire fuori dalla nostra vera natura.

D’altro canto, trascurare la nostra dimensione nel mondo a favore di quello che riteniamo essere un percorso di crescita personale, è altrettanto illusorio perché relega la dimensione spirituale verso qualcosa di intangibile ed estremamente poco pratico, sviandone completamente il senso più profondo.

Se quindi non investi la tua energia e riflessione nel superare questa dicotomia, la qualità della tua vita rimarrà limitata e vulnerabile alla precarietà delle situazioni che dovrai affrontare.

In questa via, la ragione determinata è una, mentre il ragionamento di chi non è determinato va in molte direzioni, senza fine.

[Bhagavad Gita 2.41]

La distrazione è un problema che sta diventando uno dei più grandi ostacoli per il nostro cammino e la nostra crescita.

Siamo costantemente distratti interiormente dalla mente e dai suoi flussi e fantasie, esteriormente dalle esigenze, convinzioni e pressioni di altre persone o dagli eventi che accadono. Inoltre, in quest’era tecnologia ci sono “armi di distrazione di massa” che ci bombardano costantemente per catturare la nostra attenzione, distrarci dai nostri reali obiettivi, inculcarci schemi di giudizio, procedure e principi molto distanti dal nostro sentire più interiore.

Ma soprattutto ci portano a perdere tanto tempo!

Non significa che non si debbano usare anzi, ma nella nostra routine quotidiana è certo che hanno preso uno spazio sempre più grande e non ci permettono di compiere quelle azioni che invece servirebbero per il successo.

Partiamo con i migliori propositi ma poi, non si sa come, i mesi passano e non abbiamo messo in pratica praticamente nulla di ciò che abbiamo appreso. Le distrazioni grandi e piccole che ci invitano innocuamente a dedicare un solo momento ad esse, ci hanno fatto fare un lungo, lungo viaggio.

D’altra parte, ogni volta che compiamo la scelta di esercitare la nostra natura divina, la determinazione diventa sempre più forte.

La virtù, sattva, indica un modo di vivere con grande profondità, un pensiero luminoso e la capacità di mantenere un perfetto equilibrio. In questo stato di consapevolezza elevato sperimentiamo equilibrio, risolutezza, forza, conoscenza, magnetismo e flessibilità.

Avere un equilibrio interiore ed esteriore è essenziale per raggiungere il successo, e quando non abbiamo la forza di gestire la nostra energia mentale e le emozioni, non possiamo nemmeno raggiungere il nostro pieno potenziale.

Agendo ispirati dalla virtù potremo imparare a spegnere i pensieri non favorevoli al nostro progresso, per raggiungere focus, equilibrio e successo.

Innanzitutto, agire in virtù significa anche essere liberi da quella spinta egoica che ci porta a muoverci sconsideratamente e sempre con un secondo fine, attaccamento e senso del possesso.

Se invece riuscissimo a smettere di giudicare tutto in termini di sconfitta e vittoria scomparirebbe un enorme fardello che appesantisce ogni nostro pensiero, svilisce ogni entusiasmo e annulla l’efficacia di ogni azione.

Creatività ed ego si oppongono perciò non possono in alcun modo coesistere. Solo se ci liberiamo dell’atteggiamento competitivo e della gelosia, la nostra creatività può aprirsi ad infinite possibilità. Come l’acqua zampilla dalle fontane, anche la creatività può spuntare in qualsiasi momento.
È sempre possibile sviluppare la propria creatività perché il cosiddetto ego non esiste.

Jeong Kwan

Ecco una panoramica più dettagliata delle strategie specifiche per affrontare la procrastinazione, insieme a esempi pratici di come queste strategie possano essere implementate nella tua vita quotidiana:

  1. Pianificazione e Organizzazione:
    1. Strategia: Creare una lista di compiti da completare e stabilire scadenze realistiche per ciascuno di essi. Utilizzare strumenti come un planner o un’app per tenere traccia dei compiti e delle scadenze.
    1. Esempio pratico: Ogni sera, prenditi qualche minuto per pianificare le attività da svolgere il giorno successivo. Scrivi una lista dei compiti da completare e assegna a ciascuno una scadenza specifica. Ad esempio, potresti fissare l’obiettivo di completare un’attività di studio entro le 11:00 del mattino successivo.
  2. Suddivisione dei Compiti in Passi Gestibili:
    1. Strategia: Suddividere i compiti complessi in passaggi più piccoli e gestibili. Concentrarsi su una singola azione alla volta può rendere il compito meno intimidatorio e più facile da avviare.
    1. Esempio pratico: Se devi scrivere un rapporto lungo, suddividilo in passaggi più piccoli, come raccogliere informazioni, creare un’outline, scrivere il primo abbozzo e revisionare il lavoro. Affronta un passaggio alla volta, concedendoti una pausa tra ciascuno.
  3. Impostare Obiettivi Chiari e Realistici:
    1. Strategia: Stabilire obiettivi specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e limitati nel tempo (SMART). Avere obiettivi chiari e realistici può fornire una direzione e una motivazione per l’azione.
    1. Esempio pratico: Se desideri migliorare la tua forma fisica, potresti stabilire un obiettivo SMART come “correre tre volte a settimana per almeno 30 minuti ogni volta entro il prossimo mese”. Questo obiettivo è chiaro, misurabile, raggiungibile, rilevante e ha una scadenza definita.
  4. Utilizzare la Tecnica del Pomodoro:
    1. Strategia: Utilizzare la tecnica del Pomodoro, che prevede di lavorare intensamente su un compito per un periodo di tempo definito (solitamente 25 minuti), seguito da una breve pausa. Ripetere questo ciclo può aiutare a mantenere alta la concentrazione e ad evitare la procrastinazione.
    1. Esempio pratico: Imposta un timer per 25 minuti e concentrati esclusivamente su un compito senza interruzioni. Dopo il periodo di lavoro, concediti una pausa di 5-10 minuti per rilassarti. Ripeti il ciclo fino a quando il compito non è completato.
  5. Sfruttare il Potere delle Abitudini:
    1. Strategia: Creare abitudini quotidiane positive che favoriscano la produttività e il progresso verso gli obiettivi. Le abitudini possono rendere le azioni “automatiche” e ridurre la necessità di prendere decisioni costanti su cosa fare.
    1. Esempio pratico: Se desideri fare più meditazione, impegnati a fare una breve meditazione ogni mattina prima di iniziare la giornata. Con il tempo, questa abitudine diventerà automatica e ti aiuterà a mantenere un livello minimo di meditazione, che man mano andrà migliorando.

Implementare queste strategie nella vita quotidiana richiede impegno e pratica costante, ma può portare a un miglioramento significativo nella gestione del tempo e nell’affrontare la procrastinazione. Sperimenta diverse strategie per trovare quelle che funzionano meglio per te e adattale alle tue esigenze e al tuo stile di vita.

Ti racconto una storia che ho ascoltato da Radhanath Swami.

Un giorno una persona salì sulla montagna dove viveva un eremita, lo incontrò mentre stava meditando e gli chiese: “Cosa stai facendo in solitudine?” Lui rispose: “Ho molto lavoro da fare”. “Come puoi avere così tanto da fare? Non vedo niente qua intorno.” “Devo addestrare due falchi e due aquile, rassicurare due conigli, disciplinare un serpente, motivare un asino e domare un leone.” “E dove sono tutti questi animali che non vedo?”

“Li ho dentro. I falchi sono lanciati su tutto ciò che mi viene presentato e io, nel bene o nel male, devo addestrarli a lanciarsi sulle cose buone: sono i miei occhi. Le due aquile con i loro artigli fanno male e distruggono, e io devo insegnare loro a non fare male: sono le mie mani. I conigli vogliono andare dove vogliono, non vogliono affrontare situazioni difficili, e io devo insegnare loro ad essere calmi anche se c’è sofferenza o ci sono ostacoli dove inciampare: sono i miei piedi. L’asino è sempre stanco, testardo, non vuole mai portare il suo carico: è il mio corpo. Il più difficile da domare è il serpente e sebbene sia rinchiuso in una forte gabbia, è sempre pronto a mordere e avvelenare chiunque si avvicini. Devo disciplinarlo: è la mia lingua. Ho anche un leone, orgoglioso e vanitoso. Pensa di essere il re ed io devo domarlo: è il mio ego. Come vedi, amico mio, ho molto lavoro da fare. E tu, a cosa stai lavorando?”[4]

Il mondo sembra non corrispondere ai nostri pensieri e desideri e l’unica possibilità che abbiamo per modificare la realtà è modificare noi stessi.

Il segreto forse sta nel definire alte aspettative per se stessi e avere la fiducia di poterle raggiungere, ma senza fretta spasmodica o impazienza.

Questo mondo è legame al karma[5], fatta eccezione per il karma (l’azione) eseguito come un’offerta. Privo di attaccamento, compi le azioni con questo obiettivo.

Bhagavad Gita 3.9

L’egocentrismo ci confina nel terreno superficiale delle nostre limitazioni, in balia della mente mentre, quando riusciamo a smettere di pensare a “io” e “mio” e cominciamo a pensare a “noi”, le nostre radici rimangono saldamente attaccate al terreno dell’amore, della fiducia e della grazia, ricordandoci che solo nel dare agli altri noi potremmo ricevere.

In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.

Vangelo di Matteo, 18-19,20

Il seme del cambiamento risiede nella domanda più importante: in che modo vuoi essere grande?

Con un gioco di parole molto acuto, Paolo Spoladore[6] pone il confronto tra essere maggiore e maggior essere per metterci di fronte al bivio di voler continuare a combattere nel mondo per cercare di essere più grandi degli altri, oppure diventare più grandi dentro in termini di qualità interiori per diventare strumenti utili alla Vita.

Sappiamo che quando due persone provano le stesse emozioni, il loro cuore si avvicina, per contro, quando siamo troppo focalizzati su noi stessi, non ci preoccupiamo degli altri.

Non pensare alla tua vita come ad una guerra contro il mondo, altrimenti le tue azioni saranno corte, maldestre, vecchie e sterili. Ti troverai ad imitare gli altri e i tuoi gesti saranno artificiali e poco convincenti.

Pensa invece a seminare il bene in quello che fai, ad essere un vero aiuto per le persone e a creare una rete di relazioni appaganti. Non significa essere amiconi di tutti, ma amichevoli, ossia volere il bene dell’altro.

Così facendo le tue azioni saranno nuove, creative, ispirate e realmente efficaci, ossia incideranno nella tua vita e porteranno frutti. Non tenterai di sostituirti agli altri e non cercherai di creare dipendenze artificiali con le persone che ti stanno intorno o con le tue maschere, ma agirai in eccellenza dando il buon esempio in ogni cosa che fai.

Seminando, invece che combattendo, aderendo al cuore invece che alla mente, sarai in grado di esprimere la tua personalità unica, perché le abilità e le competenze possono essere replicate, ma la tua personalità e stile no.

Nella Vita non funzionano i grandi effetti e le grandi sfide. Ricorda, la natura e la Vita creano attraverso piccoli stimoli ma ripetuti, mentre distruggono con pochi ma potentissimi impulsi.

Sii esattamente quello che devi essere, senza recitare parti che non ti si addicono. L’arte di amare crea un’unità che ha un’inesauribile forza spirituale e questo è il bisogno più grande del mondo di oggi.

Ognuno di noi può fare la differenza se diventiamo umili, se sviluppiamo un atteggiamento di servizio e una mente aperta per vedere l’unicità di tutti gli esseri viventi, e superare la procrastinazione è essenziale per il nostro benessere personale e il nostro successo, in qualsiasi ambito tu voglia raggiungerlo.

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Andrea (Ananda Kishor)
Om tat sat


[1] BG 4.17: karmaṇo hy api boddhavyaṁ boddhavyaṁ ca vikarmaṇaḥ | akarmaṇaś ca boddhavyaṁ gahanā karmaṇo gatiḥ. “In verità bisognerebbe distinguere tra azione, azione sbagliata, azione giusta e inazione. Profonda è la via dell’azione.”

[2]Filosofo indiano del II secolo a.C. al quale è stata attribuita l’opera Yoga Sutra. Vedi Yoga sutra – il più antico testo di yoga con i commenti della tradizione, Mimesis, 2012.

[3] BG 2.59. viṣayā vinivartante nirāhārasya dehinaḥ | rasa-varjaṁ raso ’py asya paraṁ dṛṣṭvā nivartate. “Gli oggetti dei sensi si allontanano dalle persone che si astengono da loro, ma il gusto rimane; ma anche il gusto cessa quando si vede qualcosa che è migliore.”

[4]Radhanath Swami, Ritorno all’anima, Eifis, 2016.

[5] Visto che il termine sanscrito karma significa letteralmente azione, tutte le azioni che non sono fatte come sacrificio, ossia non sono rese sacre, producono una reazione che ci lega a questo mondo.

[6] Paolo Spoladore (1960), detto Donpa, si definisce “Tecnico del Sistema Percettivo, consulente e formatore”. Attivo nella ricerca e nella conoscenza delle procedure di come funziona l’essere umano nelle sue interazioni tra la dimensione spirituale, quella psico-emozionale e quella fisica. Creatore del percorso formativo Il Principio PneumoPsicoEmoSoma®.

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