Creare, mantenere e distruggere

Ti ho già parlato delle figure di Brahma, Vishnu e Shiva, quando abbiamo parlato dei tre nodi del nostro cuore, ricordi? Ora vorrei dirti ancora qualche parola su questa triplice ripartizione delle potenze universali, perché ha a che fare con le energie con le quali gestisci la tua attività. Dicevamo che Brahma è la figura che presiede alla creazione dell’universo nel pensiero indo-vedico, il grande architetto, il demiurgo. Brahma è una personalità molto potente, pensa che è il primo essere creato da Dio, la sua vita dura quanto quella di un universo.[1] Come Brahma è responsabile della creazione, così Shiva della sua distruzione, perché ogni cosa che inizia ha anche una fine e di questo spesso ce ne dimentichiamo. Shiva è rappresentato come un grande yogi perennemente in meditazione, supremamente distaccato dal mondo che, al momento opportuno, inizia la sua danza distruttrice della manifestazione. La terza grande personalità è quella di Vishnu, Colui che ha il compito di mantenere l’universo e che interviene quando questi rischia di essere distrutto prematuramente dalle forze caotiche che continuamente ne minacciano la stabilità. Vishnu è una figura di rilievo rispetto le altre due ed è infatti una manifestazione diretta di Dio, che invece trascende ogni manifestazione. In effetti, mantenere è una delle cose più difficili da compiere. Pensa ad ogni cosa attorno a te, se periodicamente non le offri cura, tenderà a corrompersi. Un frutto che lasci sul davanzale presto diventerà marcio; una casa che non tieni pulita e in ordine, in breve tempo diventerà sporca e piena di oggetti; le relazioni che non vengono regolarmente annaffiate, ad un certo punto si raffredderanno; una mente che non tieni pulita, quando meno te l’aspetti la troverai padrona di ogni tua azione, ecc. Vishnu si dice che presieda all’energia luminosa della virtù che mantiene in vita le cose, Brahma a quella della passione, che stimola l’attività e l’azione e Shiva a quella dell’oscurità, che porta alla dissoluzione. Marco Ferrini in una sua lezione evidenzia un punto cruciale da capire e che rappresenta un collegamento stretto con la gestione della tua attività:

Non siamo chiamati a sopprimere né rajas, la passione, né tamas l’energia della distruzione, ma dobbiamo essere sicuri di agire sotto l’egida di sattva, ossia della virtù. Se eliminassimo tamas non riusciremmo più a riposare, e senza rajas saremmo impossibilitati ad agire, perché mancherebbe la spinta all’azione e nemmeno a digerire giacché presiede al fuoco della digestione. Tamas e rajas sono importanti per condurre una vita equilibrata in questa dimensione, ma ciò che è richiesto è lasciar guidare sattva, l’energia della virtù in modo che le prime due energie, che lasciate allo sbando porterebbero danni enormi, servano con utilità e beneficio.

Pensa alla tua attività: per iniziare qualsiasi progetto hai bisogno di passione ed entusiasmo, ma se questa rimane tale, non riuscirai a pianificare nulla e nemmeno a placare il fuoco della continua creazione di nuove cose, trovandoti alla fine con nulla di concreto in mano e con tanto stress. Quante volte ti lasci coinvolgere delle mille opportunità e distrazioni della vita? Quante volte sei in costante cambiamento in un ciclo infernale di creazione e distruzione? Hai costruito una casa sulla sabbia e ad ogni soffio di vento o pensiero distruttivo sei costretto a ricostruirla dall’inizio. Serve agire sotto la direzione della virtù, che è capace di prendersi le responsabilità di portare avanti i piani stabiliti e di fare quei piccoli aggiustamenti affinché le cose continuino a funzionare, ristabilendo di volta in volta la giusta direzione. È solo la virtù che è capace di costruire la casa sulla roccia in modo che possa essere man mano ingrandita, abbellita, ottimizzata e che possa rispondere alle varie sfide da affrontare. I problemi arrivano sempre e come tutte le cose di questo mondo, la tua attività, il team e la tua stessa visione, sono soggetti alle forze disgregatrici dell’universo, sempre che queste non siano mantenute attraverso la forza luminosa della virtù. Allo stesso modo, nemmeno tamas, l’energia della distruzione, deve essere eliminata perché ci sono progetti che ad un certo punto devono essere chiusi. Il problema è che man mano che lavoriamo sulle cose, sviluppiamo anche un grande attaccamento per esse e questo non ci consente di essere lucidi e di capire quando è arrivato il momento di fermarsi e ripartire con nuova energia su altri progetti. Il ciclo di creazione, mantenimento e distruzione è infatti un ciclo che si rinnova continuamente, ma quando dobbiamo abbandonare il vecchio, ciò che non funziona più e che ci sta prendendo troppa energia, abbiamo paura e temiamo che alla distruzione non segua una rinascita. Ci vuole un lucido distacco anche in questa fase così delicata che, se gestita adeguatamente attraverso la luce della virtù e di una nuova progettualità, è in grado di evitare blocchi cronici e spirali di sofferenze che possono durare anche decenni.

La virtù richiede responsabilità, capacità di programmazione e di gestione dello stress, distacco nell’agire e una grande focalizzazione sul perché si sta portando avanti quel progetto. Virtù significa:

  1. Portare a termine i progetti iniziati e non far partire sempre nuove cose per evitare di confrontarsi con i risultati delle nostre idee.
  2. Capire cosa serve raddrizzare e farlo in modo tempestivo ed appropriato.
  3. Agire in eccellenza e con il giusto equilibrio avendo chiaro il posto che occupa nella nostra vita quello che stiamo facendo.
  4. Investire con attenzione e cura nelle relazioni perché queste saranno le prime ad essere inquinate dalle altre energie: la passione, che come un caterpillar spazza via tutto in favore di una spinta continua ed esasperata; la tenebra, che deteriora anche sottilmente la base stessa di ogni relazione attraverso il dubbio, l’invidia, la rabbia e la mancanza di gratitudine.

Ora pensa alla tua attività e chiediti:

  • In questo momento, è sotto il controllo di tamas, rajas o sattva?
  • Cosa devo creare con entusiasmo e passione?
  • Cosa devo mantenere con responsabilità e virtù?
  • Cosa è giusto eliminare con il giusto distacco?

Molti pensano che un leader debba essere un tipo molto estroverso e forse anche un po’ arrogante, ma non c’è nulla di più sbagliato. Ci sono molti libri e corsi che insegnano tecniche di leadership, come guadagnare di più, come ottenere più potere o come controllare la vita delle persone. Magari ne hai già frequentato qualcuno. Ma quante volte si parla di leadership nel senso di dare un serio e significativo contributo alla vita delle persone e al mondo in generale? Vera leadership significa essere un leader che ha effetti positivi e concreti sulla vita degli altri e che lascia un segno nel mondo. Ora, avendo chiaro chi vuoi diventare e che scopo vuoi raggiungere, ti predisporrai quasi naturalmente ad acquisire qualità indispensabili ad un vero leader. Alla base della tua ricerca ci sarà un desiderio sincero di servire gli altri e di potenziarli per farli crescere, sia che siano i tuoi clienti, oppure elementi del tuo team di lavoro o persone che entrano in contatto con te. Questo è il tipo di leader che ritroviamo anche nelle antiche tradizioni spirituali ossia colui che si mette al servizio del prossimo. Ovviamente ci vuole una certa dose di umiltà, essere persone che non cercano il sostegno egoico dagli altri ma lo offrono, che non urlano ai quattro venti i loro grandi obiettivi ma che sono motivati interiormente a dare il loro contributo positivo in questo mondo.

Se le persone ripongono fiducia in te, significa che puoi portare sia beneficio che sofferenza nelle loro vite. Ecco perché la tua è una responsabilità molto seria e importante nel servizio agli altri, specialmente quando si tratta di condurre un’attività. Ricorda, siamo “il sale della terra e la luce del mondo”[2]: che sapore hanno le nostre azioni quando sono condotte dalla passione, dall’oscurità o dalla virtù, e che luce irradieranno intorno a noi? Ora hai gli strumenti strategici, interiori e pratici per raggiungere i tuoi obiettivi e allineare la tua attività alla tua anima, ricordati però di un elemento importante: il tempo. Perché c’è un tempo per ogni cosa, ma se non crei lo spazio giusto non lo troverai mai.


[1] Ossia circa 311 mila miliardi di anni. Nella cosmogonia indo-vedica esistono innumerevoli universi che vengono creati, si espandono e poi vengono riassorbiti.

[2] Vangelo di Matto, 5.13-16: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.”

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