Il nodo di Shiva

Infine, abbiamo il terzo nodo che viene chiamato nodo di Shiva (Shiva-Granthi). Shiva è il più grande devoto di Vishnu[1] e figura divina incaricata di distruggere l’universo al momento opportuno. L’esperienza di servire gli altri potrebbe infatti diventare un obiettivo fine a se stesso e un peso da portare dove si guarda al prossimo con risentimento perché ci toglie tanta energia, senza sosta. Ci si può sentire dei salvatori, giudicare inferiori chi ha bisogno di noi e perdere così il sentimento di gratitudine e di amore. A questo livello riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi e il mondo ci sembra più malleabile. Questo però porta ad un senso di controllo e ad un accrescimento del nostro ego. Il terzo nodo potrebbe essere collegato in senso simbolico al nostro terzo cervello, ossia la neocorteccia, dove troviamo ad esempio gli emisferi cerebrali destro e sinistro. Attraverso questa parte del cervello possiamo ragionare, risolvere problemi e svolgere altre funzioni riflessive come l’empatia, la compassione, lo spirito di sacrificio e la creatività. [2]

Se la tua attività viene gestita strategicamente e a livello comunicativo da questo nodo, le tue scelte saranno improntate al soddisfacimento del tuo ego e al vedere gli altri come “persone bisognose del tuo aiuto”, e questo non potrà che portare frutti di questo sapore perché si basa sulla prepotenza dell’ego e sulla visione dell’altro come un fardello tuo malgrado necessario per raggiungere i tuoi obiettivi, oppure un mondo pieno di progetti e di opportunità nel quale immancabilmente perdi il filo di ciò che stai facendo.

Per facilitare lo scioglimento di questo nodo dovremmo:

  • Saper discernere in modo più lucido tra i nostri bisogni superiori, quelli che si rivolgono alla nostra realizzazione interiore, con quelli che attengono alla nostra dimensione fisica, anch’essi importanti. In questo modo si creerà un equilibrio e l’ego prenderà il posto marginale che merita lasciando spazio alla vera intelligenza: una persona saggia è infatti colei che riesce a far lavorare in sinergia i tre cervelli.

La serotonina, rilasciata dal sistema nervoso centrale, chiamata l’ormone della felicità, è anche l’ormone della leadership, quel senso di responsabilità e di orgoglio della propria posizione. Si attiva con il riconoscimento sociale ed esplicito e fa salire la fiducia in noi stessi perché sappiamo che gli altri ci stanno sostenendo. Questo ormone rinforza la relazione tra te e chi stai servendo ma ha comunque un costo: hai rispetto dalle persone perché ci si aspetta qualcosa di più da te.[3]

Come vedi, il nostro corpo fa di tutto per farci ripetere comportamenti che ci fanno stare bene e che perseguono i nostri interessi a lungo termine. Purtroppo per molti è il cortisolo, definito come l’ormone dello stress, dell’ansia e della paura, che fa da padrone. Il cortisolo rende i nostri sensi concentrati per individuare il pericolo ed è contagioso: se una persona percepisce che sei nervosa, lo diventa anche lei. Questo ormone chiude i sistemi non essenziali come la crescita e il sistema immunitario e per questo motivo dovrebbe essere un ormone temporaneo. Ma attività che operano sempre con livelli di paura alti, inibiscono il rilascio di ossitocina e in ultima analisi non fanno funzionare l’azienda e, peggio, uccidono chi ci lavora.


[1] Bhagavata Purana 12.13.16. “vaiṣṇavānāṁ yathā śambhuḥ”

[2] Anche il tuo cliente agisce stimolato dalla neocorteccia quando cerca di prendere delle decisioni razionali, basate quindi sui numeri e sulla logica. Il cliente allora avrà bisogno di vedere testimonianze inattaccabili, casi studio della tua soluzione, tabelle di confronto delle caratteristiche della tua offerta, ecc. Visto che questo cervello consuma molta energia, viene usato molto di rado ed è per questo che di solito nella pubblicità vengono sollecitati gli altri due cervelli, ossia quello rettiliano e il sistema limbico, proprio perché si attivano quasi automaticamente. Il ragionamento avviene in un secondo momento, quando dobbiamo giustificare a noi stessi e agli altri la decisione che abbiamo già preso. Solo allora serviranno grafici, numeri, confronti e ragionamenti.

[3] In una società basata solamente su valori materiali possiamo ingannarci seguendo ciò che ci fa sentire arrivati, ma che di fatto non rinforza nessuna relazione. Ecco perché accumuliamo sempre di più ma non siamo mai soddisfatti e siamo profondamente offesi e disgustati quando ci accorgiamo che i nostri leader hanno sacrificato il gruppo piuttosto che loro stessi, come ad esempio quando si auto deliberano stipendi astronomici o privilegi che non hanno nulla a che vedere con i risultati che hanno raggiunto per il bene della comunità.

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