Nordest – Yantra di Giove e di Ketu

Il NordEst rappresenta la lungimiranza e non a caso il nel Mandala del Vastu Purusha in quest’area troviamo la testa. 

Qui i due emisferi si incontrano, ecco perché è così importante. Se ci sono problemi in quest’area è possibile che la tua visione sulla vita sia debilitata. Gli emisferi infatti non stanno lavorando al meglio, tantomeno sono coordinati, portando poca lungimiranza e chiarezza. 

Questo significa avere un eccessivo ottimismo sulle cose (soprattutto nell’economia famigliare e nel business) perché manchi di contatto sia con la terra che con il cielo. Inoltre c’è una tendenza a farsi ingannare da falsi mentori o pseudo guru appunto perché si cerca la visione altrove e non in se stessi.

Chiediti: Hai tempo per pensare? Riesci a (pre)vedere il futuro? Riesci a vivere il presente?

La testa è un’area estremamente importante. Se ci fai caso, nelle immagini sacre attorno alla testa c’è la corona che forse simboleggia l’ultimo cakra, il cakra della corona, o sahasrara cakra.

La testa infatti è il computer centrale, che ci permette di ricevere e trasmettere segnali sia all’esterno che all’interno. Recepiamo con la parte posteriore della testa (proprio quella che ci mostra il Vastu Purusha) ed elaboriamo con quella anteriore.

La testa quindi rappresenta la nostra autonomia nel mondo e la nostra spiritualità. Qui sono presenti i due emisferi, quello sinistro (razionale) e quello destro (creativo).

I due emisferi dovrebbero lavorare in sincronicità e se riuscissimo a farlo, la nostra vita cambierebbe radicalmente. Invece la realtà è che usiamo solo un emisfero in prevalenza, a discapito dell’altro.

Per questo motivo dicevamo che se ci sono problemi nell’area nordest della casa è facile che la tua visione sulla vita in generale sia debilitata, che gli emisferi non lavorano al meglio e che hai poca lungimiranza e chiarezza. Inoltre potresti avere un eccessivo ottimismo sulle cose perché manchi di contatto sia con la terra che con il cielo.

I 5 sensi

Prima di passare alla parte pratica, ne approfitto per parlare di un altro aspetto importante di quest’area, che ti farà riflettere a lungo.

La testa ospita tutti gli organi di senso: tatto, olfatto, gusto, vista, udito (e l’ordine non è casuale…).

Passiamoli brevemente in rassegna perché saranno molto utili quando tratteremo i 5 elementi. Scenderemo per un attimo in riflessioni profonde che sono convinto di faranno vedere le cose in modo completamente diverso. Seguimi…

1. Tatto

Con il senso del tatto, veniamo a conoscenza dei nostri confini. Osservare attentamente un neonato e le sue prime esperienze con questo senso è infatti qualcosa di straordinario.

Bada bene, col senso del tatto non comprendiamo veramente il mondo esterno ma diventiamo coscienti di noi stessi, ossia capiamo di essere qualcosa di diverso dal resto del creato.

E in effetti per svegliare qualcuno, basta toccarlo…

Questo senso, viene usato in due modi:

  • Per verificare, per toccare con mano le cose che il mondo ci presenta
  • Per scambiare affetto ed entrare in una dimensione più intima con le persone e le cose. 

Prova a prendere in mano un oggetto, come una pietra, e lo scoprirai subito.

Puoi verificarne le caratteristiche peculiari (ruvidezza, solidità, calore ecc), ma puoi anche bearti della sua forma e sentire la sua intimità e la sua appartenenza a qualcosa di più vasto.

Sentiamo che è molto vicino a noi, ma anche infinitamente lontano, perché ci racconta di un mondo enorme fuori di noi.

Quindi attraverso questo senso capiamo che siamo soli e separati dal mondo, ma allo stesso tempo che siamo in continuo contatto con il mondo.

Siamo nello stesso tempo separati e collegati!

L’elemento associato a questo senso è l’aria, perché è proprio l’aria che delimita i nostri confini.

2. Olfatto

Annusare significa far entrare dentro qualcosa che all’esterno. E questo lo facciamo sempre, è il segno che siamo vivi, infatti quando non respiriamo più significa che non ci siamo più.

È il primo senso che percepisce ciò che è vitale o mortale per noi, perché sentiamo subito se un luogo puzza o no, se fa bene a noi o no, se è giusto o sbagliato per noi, se è, appunto, vita o morte.

Attraverso l’olfatto percepiamo il valore delle cose.

Ma è anche vero che è un senso che si abitua facilmente anche alle condizioni più disagiate.

Ti ricordi quando eri a scuola e dopo qualche ora qualcuno entrava in classe e si accorgeva immediatamente dell’aria viziata? Tu, da dentro, non la percepivi affatto.

L’olfatto è poco sviluppato in noi rispetto agli animali, perché l’olfatto è legato all’istinto e all’esterno, mentre l’uomo è un essere tutto interiore.

Anche se stupisce sapere che siamo gli unici esseri ad avere un vero e proprio naso, e ancora più incredibile è che ognuno di noi ha un naso così caratteristico che basta coprirlo con una maschera per renderci irriconoscibili.

L’olfatto è collegato con l’elemento terra e anche questo è un fatto «curioso»: la terra si annusa prima che calpestarla.

3. Gusto

Il terzo senso che troviamo nella testa è il senso del gusto. Questo senso appartiene alla sfera più privata perché possiamo decidere se usarlo o meno.

Per farlo apriamo una porta, la bocca, ed entriamo in dialogo intimo con la materia.

Quello che mangiamo diventa una parte di noi e forse è anche per questo che ogni tradizione pone attenzione a ciò che ingeriamo.

Ciò che è macrocosmo, ossia la natura,

attraverso la bocca diventa microcosmo,
la nostra parte materiale.

Un saggio diceva che il mangiare è in sé un atto meditativo. Crediamo di non avere tempo per meditare, ma almeno tre volte al giorno possiamo vivere questa esperienza mangiando, con la consapevolezza giusta.

Allo stesso tempo, e forse non a caso, è il senso più «rovinato»! 

Il gusto dovrebbe dirci solo una cosa: se quello che ingerisco è sano o non lo è, ma purtroppo è sotto gli occhi di tutti la facilità con qui ingeriamo alimenti che sappiamo far male.

L’elemento collegato al senso del gusto è l’acqua, anch’essa fonte di vita ed elemento principale di cui siamo composti. Anche l’acqua molto spesso diventa simbolo sacro, che sia fonte miracolosa o fiume.

4. Vista

Su questo senso si potrebbero scrivere migliaia di libri perché il nostro vivere passa attraverso la vista e anche quando pensiamo lo facciamo per immagini.

Dall’embriologia scopriamo una cosa: l’occhio è l’unico organo che si sviluppa partendo dall’interno del cervello, per così dire fuoriesce incuriosito e in cerca della luce.

Lo studio dell’iride ha qualcosa di misterioso e credo non sia un caso che nell’iride troviamo in diversa quantità tutti i colori dell’arcobaleno.

Infatti attraverso i colori Madre Natura mostra la sua interiorità e il Sole ci viene in aiuto, perché ci manifesta la grandiosità del creato in modo che noi possiamo esserne testimoni e osservatori.

La contemplazione della natura è osservare,

affinché la Natura ci mostri le sue leggi.

Ogni colore ci parla di qualcosa e su questo argomento torneremo presto (III° cerchio).

Gli occhi parlano della nostra interiorità e quando vogliamo creare un contatto vero con qualcuno lo guardiamo negli occhi. È un segno di presenza, e con essi entriamo in contatto con l’anima delle cose.

Con l’occhio, oltre che con l’orecchio, troviamo l’equilibrio. Prova a camminare in una montagna nevosa quando la nebbia è fitta: avrai la sensazione di non sapere dove stai andando, se in giù o in su. Un’esperienza che per noi è insopportabile.

L’elemento associato alla vista è il fuoco, anch’esso presente in forma nascosta nelle cose e di solito generato da qualcosa di esterno.

5. Udito

Se il senso del tatto è legato alla nostra dimensione fisica, quelli dell’olfatto, del gusto e della vista, parlano del nostro rapporto con il mondo, mentre l’udito ci fa entrare nella dimensione spirituale.

Il suono, la melodia, è sempre associata alla beatitudine e in tutte le tradizioni, la musica ha un ruolo centrale, attraverso canti o anche semplici rintocchi di strumenti.

Si dice perfino che l’universo stesso canti di una nota, di un’onda sonora, basti pensare all’OM primordiale, origine dell’Universo interno secondo i Veda, le antiche scritture sanscrite.

Il suono presuppone l’ascolto, e questa è una funzione sacra dell’essere. Il discepolo ascolta il maestro e la Verità si ascolta, accogliendola dentro di sé.

Molto spesso non siamo in grado di ascoltare il prossimo perché per ascoltare bisogna fermarsi, fermare il pensiero e stare nel presente. E per noi questa è una cosa tanto ardua, quanto vitale.

L’elemento associato all’udito è l’etere, proprio perché è l’elemento più immateriale che conosciamo ma nello stesso tempo l’origine e il sostegno di ogni cosa.


Riassumendo quanto abbiamo appena detto:

  • Tatto – aria: percepiamo i nostri limiti, la nostra separazione ma anche connessione con qualcosa di esterno a noi. 
  • Olfatto – terra: il mondo entra in noi e ci creiamo un giudizio su di esso. 
  • Gusto – acqua: trasformiamo il macrocosmo (mondo) in microcosmo (noi).
  • Vista – fuoco: osserviamo la natura e ci colleghiamo ad essa. 
  • Udito – etere: entriamo nell’interiorità del mondo collegandoci fermamente ad esso. 

Riassumendo questa parte «filosofica» abbiamo visto che nel nordest, nella testa del Vastu Purusha, risiedono tutti i sensi.

L’elemento principale dell’area nordest è l’acqua, ma anche l’etere, quindi il gusto e l’udito sono i due sensi del nordest, una delle aree più importanti della casa.

Acqua

Acqua in sanscrito è Jala. La sua è una forza costruttrice perché unisce le cose. È fluida e si adatta alla forma che incontra con facilità e naturalezza. Il suo senso è il gusto e l’organo di senso è la bocca. La sua essenza è la coesione, l’unione e la vita.

L’acqua si trova sulla terra, ma proviene dal cielo; porta la vita, ma può essere anche letale; purifica ma può essere fangosa; scorre in superficie, ma anche nelle profondità insondate.

Il Vastu pone questo elemento nell’area nordest ossia nella testa del Vastu Purusha, dove troviamo uniti i due emisferi, l’energia e l’informazione. Di questo quadrante abbiamo parlato a lungo.

Ricordati che è il senso è il gusto, l’interiorizzazione del mondo e il dono della nostra unicità. Gusto delle cose e gusto per la vita che stai vivendo.

Etere

Etere in sanscrito è akasha. È lo spazio che tutto pervade, lo spazio pieno di energia e origine di ogni cosa. La sua parola indica anche cavità, perché all’interno di una cavità si forma un suono.

Il suo senso è l’udito e l’organo di senso l’orecchio, anch’esso una cavità. La sua essenza è l’espansione e vibrazione in risonanza.

Ricordati però che il senso è l’udito, il suono, la melodia nella quale ti immergi.


In generale avere un buon nordest in casa significa mettere in ordine le energie della propria vita, significa allineare cuore e mente, pulire e affinare i sensi, sincronizzare emisfero destro ed emisfero sinistro.

Ora passiamo agli yantra da usare in questa area.

Yantra di Giove 

Lo Yantra di Giove rappresenta tutti i settori della vita in cui cresciamo o impariamo, e anche la fortuna che riceviamo nella vita. Allo stesso tempo rappresenta la legge e l’ordine sia esteriore che interiore. Per la sua influenza otteniamo tutte le cose buone e virtuose che ci accadono nella vita. Connesso allo svadisthana cakra (il quarto), quindi alla creatività e alla fluidità.

Giove è legato al Giovedì e porta l’energia della conoscenza.

Giove è il guru dei Deva (Brihaspati) e se devi pensare a lui immagina il concetto di espansione, perché l’espansione caratterizza la saggezza, la conoscenza, la morale, la religione, la verità e l’insegnamento. Tutti connotati di Giove.

Giove è un pianeta virtuoso, ha un carattere dolce e tende a darti buoni consigli. Legato all’elemento etere, che è il più sottile tra gli elementi e quindi si connette al concetto di accomodante, ossia pervasivo e comprensivo. 

Sintomi di Disequilibrio

  1. Aree della vita: Difficoltà di apprendimento, essere di cattivo esempio, poca lungimiranza, problemi causati da poca chiarezza della mente, debiti, difficoltà con i figli.
  2. Carattere: Bigotteria religiosa, ortodossia eccessiva, tendenza a giudizi errati, eccessivo ottimismo, arroganza, tendenza a farsi ingannare da falsi mentori o pseudo Guru.
  3. Salute: Diabete, problemi di fegato, dolori alle anche, calcoli, problemi epidermici, problemi linfatici.

Per Potenziare

L’intuito, la veggenza, la lungimiranza, la fertilità, l’ottimismo, la relazione con i maestri, l’istruzione, l’equanimità, scelte vincenti nel business e per l’economia della famiglia.

Mantra Sanscrito

  • Installazione: Om Namo Bhagavate Vamana devaya (Om Namo Bhagavate Vamanadevaia)
  • Potenziamento: Om Strim Brahm Brihaspataye Namah (Om Striim Brahm Brihaspataie Namaha)

Vamana Deva

Vamana era un giovane brahmana (sacerdote) nano. Per aiutare le forze del bene Vamana andò a chiedere l’elemosina al re degli asura (i demoni), Bali Maharaja. Bali stava compiendo un importante sacrificio attraverso il quale avrebbe ottenuto una forza tale da conquistare l’intero universo.

Vamana chiese al re la quantità̀ di terra coperta dai suoi 3 piccoli passi. Vamana infatti era un nano e Bali acconsente a tale richiesta. Vamana però si espanse e con un passo prese l’intero pianeta, con il secondo passo prese l’universo intero. Il terzo passo lo poggiò sulla testa del re, che gli offrì il suo cuore. 

Vamana è quindi l’emblema della spiritualità, dell’espansione della conoscenza, del processo di lasciare andare l’ego.

Parole di Potere

Io mi permetto di essere

  • veritiero
  • stabile
  • concentrato
  • pieno di conoscenza
  • felice
  • ottimista
  • fertile
  • produttivo
  • benevolo
  • franco e aperto
  • generoso
  • creativo
  • equanime

Yantra di Ketu

Ketu corrisponde al nodo Lunare sud e insieme a Giove governa il nordest, ma rispetto ad esso gioca un ruolo secondario. 

Ketu indica quanto l’individuo agisce nella sua cerchia ristretta e si isola. È un pianeta con forti connotazioni spirituali, anche quando «bastona» il risultato tende ad essere sempre positivo nel senso di una crescita interiore.

Ketu rappresenta la rinuncia, quindi il mendicare, l’ascetismo, l’eccentricità, ma anche l’iniziazione spirituale e la liberazione, oltre che l’inganno.

Ketu non è un pianeta virtuoso, ha un carattere forte e tende a non dare buoni consigli. Legato all’elemento fuoco e quindi alla trasformazione, si connette al concetto di intenso, concentrato, caldo illuminante, digestione e penetrante.  

Sintomi di Disequilibrio

  1. Aree della vita: Grosse ed improvvise perdite materiali
  2. Carattere: Estremismo (anche religioso), tendenza ad isolarsi e alla chiusura, instabilità mentale, fanatismo.
  3. Salute: Infiammazioni, pressione sanguigna bassa.

Per Potenziare

L’apertura verso gli altri, la stabilità mentale, l’equanimità.

Mantra Sanscrito

  • Installazione: Om Namo Bhagavate Matsya devaya (Om Namo Bhagavate Mazziadevaia)
  • Potenziamento: Om Hum Kem Ketave Namah (Om Hum Kem Ketave Namaha)

Matsya deva

Un giorno, mentre il re Satyavrata stava compiendo austerità offrendo acqua sulla riva di un fiume, un piccolo pesce apparve nell’acqua tra le sue mani. Il pesciolino d’oro gli chiese protezione. Il re lo prese con sé ma, in qualunque contenitore lo metteva, il pesciolino si espandeva, finché non divenne un’enorme creatura acquatica. Il re capì che era Viṣṇu e fece le sue preghiere. 

Matsya gli spiegò che ci sarebbe stato un diluvio universale, il re sarebbe salito nell’arca con i rishi (saggi), le creature e i semi. Durante il diluvio, Matsya istruì sui Veda Satyavrata, che divenne il prossimo Manu.

Matsya è quindi connesso alla protezione, trasmissione e custodia della conoscenza sacra e spirituale, al concetto che la conoscenza si manifesta e cresce nel cuore se c’è abbandono (come il pesce) e che la conoscenza è vasta come l’Oceano.

Parole di Potere

Io mi permetto di essere

  • indipendente
  • interessato alla spiritualità
  • un guaritore
  • uno che trattiene la ricchezza
  • aperto agli altri
  • aperto alle nuove idee
  • libero dagli attaccamenti
  • mentalmente equilibrato

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